sabato 1 novembre 2014
 
La "trovata" pubblicitaria che non piace
pomì, terra dei fuochi, veleni, prodotti ortofrutticoli campania, aziende pulite campania,

Sarà stato il servizio delle Iene o le ultime rivelazione di Carmine Schiavone, fatto sta che quello che da anni avviene nella Terra dei Fuochi ora fa paura e c'è chi prende le distanze. L'azienda Pomì, specializzata nella lavorazione del pomodoro, con una campagna pubblicitaria che non lascia niente all'immaginazione, ha chiarito che "Pomì utilizza solo pomodori freschi dei soci del Consorzio Casalasco, coltivati nel cuore della Pianura Padana, ad una distanza media inferiore ai 50 km dagli stabilimenti di confezionamento".
 

Anche se non c'è nessun riferimento al disastro campano la mossa dell'azienda di pomodori è una netta e chiara presa di distanza dai prodotti che vengono coltivati nella terra dei fuochi. La scelta ha scatenato le polemiche della rete alle quali Pomì ha risposto che "i recenti scandali di carattere etico/ambientale che coinvolgono produttori ed operatori nel mondo dell'industria conserviera stanno muovendo l'opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore.

 

Per questo motivo l'azienda comunicherà sui principali quotidiani nazionali e locali, ribadendo i suoi valori e la sua posizione in questa vicenda.Si tratta di un atto dovuto non soltanto nei confronti dei consumatori, ma anche nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tutti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell'ambiente".
 

Pomì tutela i propri interessi e c'è chi sulla pagina Facebook dell'azienda vede questa strategia come "una speculazione su un disastro ambientale di cui quel medesimo nord è altamente responsabile". Le offese si sprecano e c'è chi invita a boicottare i prodotti dell'azienda. L'azienda ha cercato di dissinescare quella bomba di dubbi che aveva innescato "le Iene" affermando che gli ortaggi della Terra dei fuochi arrivano in tutta Italia e sono usati da molte aziende del Nord. Un messaggio servito a far comprendere maggiormente il problema ma che potrebbe essere un boomerang letale per quelle aziende della Campania che lavorano nel pieno rispetto delle regole e in zone altamente controllate. Un altro colpo all'economia agroalimentare campana ha preso il via.
 


Pasqualino Magliaro
04/11/2013

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